Inaugurata la mostra fotografica “Il grido della Terra”

Provare a “visualizzare” un’enciclica papale, nella fattispecie la Laudato sì. É questa l’intuizione che le menti pensanti della casa editrice EMI hanno tradotto in una mostra di dodici pannelli a colori, intitolata “Il grido della Terra”, visitabile a ottobre presso i locali dell’associazione L’Antenna Missiomondo a Mondovì (ma che l’associazione ha donato alla Diocesi, in occasione del decennale della sua fondazione, e che sarà dunque messa a disposizione di gruppi e parrocchie che intendono riprenderla ed esibirla).

La logica che sta dietro questa iniziativa è stata presentata dal direttore stesso della casa editrice, Lorenzo Fazzini, venerdì scorso, in una serata che ha visto la partecipazione anche di don Flavio Luciano, responsabile regionale della Pastorale Sociale e del Lavoro. Si tratta, per un verso, di raccogliere la provocazione che Francesco lancia a tutti i credenti, quando ci invita a non separare la fede “della domenica”, circoscritta alla mera pratica devozionale, dalla fede, per così dire, “feriale”, che ci chiede di impegnarci attivamente nella promozione di una società migliore e più equa – e non già per questioni di gusti politici, ma sulla base di solide ragioni evangeliche. Il cristiano non è infatti un uomo disincarnato, ma tutto quello che accade nel mondo lo riguarda e di tutto è co-responsabile.

Temi, dunque, come il riscaldamento globale, il risparmio energetico, la raccolta differenziata non possono essere considerati questioni “di nicchia” buone solo per gli ecologisti duri e puri, ma problemi su cui dobbiamo sentirci interpellati anche in quanto cristiani (e che tra l’altro offrono chiavi di lettura indispensabili per comprendere altri fenomeni che si sviluppano oggi, poiché – come il papa ripete spesso nell’enciclica – “tutto è connesso”: non è un caso, per es., che i migranti africani arrivino da zone di crescente desertificazione, dove approvvigionamento d’acqua diventa sempre più complicato).

D’altro canto, proprio per il loro carattere “universale”, temi come questi permettono di gettare dei ponti anche con settori della società e della cultura che, pur non condividendo l’orizzonte della fede cristiana, sono ugualmente sollecitati a dare loro una risposta. Nel suo discorso al convegno di Firenze, Francesco auspicava che la Chiesa italiana fosse «fermento di dialogo» e ricordava «che il modo migliore per dialogare non è quello di parlare e discutere, ma quello di fare qualcosa insieme, di costruire insieme, di fare progetti: non da soli, tra cattolici, ma insieme a tutti coloro che hanno buona volontà». La difesa di quella casa comune che è la nostra Terra può essere una piattaforma su cui instaurare buone pratiche di questo genere.

(La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile nel mese di ottobre con il seguente orario: mercoledì e giovedì, ore 15-18; sabato, ore 9-12).

 

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